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DPI e manutenzione: obbligo del datore di lavoro

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In materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’ordinanza n. 8152/2025 la Corte di Cassazione ha ribadito un principio essenziale: il datore di lavoro è responsabile non solo della fornitura dei dispositivi di protezione individuale (DPI), ma anche della loro manutenzione, compreso il lavaggio. La decisione si inserisce in un … Leggi tutto

Licenziamento valido se inviato alla PEC dell’avvocato

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Con la sentenza n. 7480 del 20 marzo 2025, la Corte di Cassazione ha affermato un principio di particolare interesse in tema di comunicazioni nel procedimento disciplinare e validità del licenziamento. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto legittima la comunicazione del recesso trasmessa unicamente alla casella PEC del difensore del lavoratore, laddove quest’ultimo abbia … Leggi tutto

Licenziamento ritorsivo: il rifiuto del lavoratore può essere legittimo

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Con l’ordinanza n. 6966 del 16 marzo 2025, la Corte di Cassazione ha confermato la nullità del licenziamento irrogato a un lavoratore che aveva rifiutato di eseguire una prestazione impossibile dal punto di vista fisico. Il dipendente, una guardia giurata impiegata da Sicuritalia IVRI S.p.A., era stato licenziato per presunta insubordinazione dopo aver rifiutato di … Leggi tutto

Retribuzione delle ferie: il taglio non è lecito, anche se minimo

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Con l’ordinanza n. 6282 del 9 marzo 2025, la Corte di Cassazione ha affermato un principio di grande rilevanza in materia di retribuzione durante il periodo di ferie. La pronuncia si inserisce in un consolidato orientamento giurisprudenziale che tutela il diritto del lavoratore a percepire, durante le ferie, una retribuzione equiparabile a quella dei periodi … Leggi tutto

Accordi aziendali e deroghe legali: il ruolo dell’art. 8 D.L. 138/2011 nella giurisprudenza recente

accordi aziendali

La sentenza n. 3353/2025 della Corte di Cassazione, depositata il 10 febbraio 2025, rappresenta un importante tassello nella giurisprudenza relativa agli accordi aziendali e alla loro capacità di derogare a disposizioni normative superiori, in particolare alla luce dell’art. 8 del D.L. 138/2011 (convertito nella Legge 148/2011). Il caso in esame nasce dal ricorso di un … Leggi tutto

Lavoro straordinario: quando il consenso del datore di lavoro è determinante

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La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4984 del 26 febbraio 2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di lavoro straordinario nel pubblico impiego: affinché il dipendente abbia diritto alla relativa retribuzione, è necessario che il datore di lavoro abbia prestato il proprio consenso, anche in forma implicita. Tale pronuncia si inserisce in … Leggi tutto

Risarcimento per il dipendente precario e vittima di discriminazione

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Con l’ordinanza n. 3488 dell’11 febbraio 2025, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di discriminazione lavorativa, affermando che un dipendente precario, escluso da nuove assunzioni a causa delle proprie convinzioni personali, ha diritto al risarcimento del danno. Il caso trae origine dal ricorso di un lavoratore che, dopo essere stato … Leggi tutto

Giusta causa e colpa grave: la Suprema Corte chiarisce i confini

giusta causa colpa grave

Con l’ordinanza n. 2586 del 3 febbraio 2025, la Corte di Cassazione ha precisato che non ogni comportamento qualificabile come colpa grave è automaticamente idoneo a integrare una giusta causa di licenziamento. La vicenda esaminata dalla Corte trae origine dal licenziamento di una lavoratrice per l’uso improprio dei permessi ex L. 104/1992, accertato attraverso indagini … Leggi tutto

Termine per la presentazione delle giustificazioni: vale la data di invio

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La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 2066 del 29 gennaio 2025, ha chiarito un principio di particolare rilevanza in materia di procedimento disciplinare, stabilendo che il termine per la presentazione delle giustificazioni da parte del lavoratore deve ritenersi rispettato se esse sono state inviate entro il termine previsto, indipendentemente dalla data di ricezione da parte … Leggi tutto

È illecito l’utilizzo del whistleblowing per scopi di natura personale

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La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1880 del 27 gennaio 2025, ha chiarito un aspetto fondamentale del whistleblowing, ribadendo che esso non può essere utilizzato per finalità personali o per avanzare rivendicazioni nei confronti dei propri superiori. La pronuncia contribuisce a delineare i confini tra la tutela del segnalante e gli abusi … Leggi tutto